Franco Pezzini "Dracula"

Il posto delle parole
25 Lug 2019
Franco Pezzini "I poteri delle tenebre" Dracula, il manoscritto ritrovato Carbonio Editore www.carbonioeditore.it Franco Pezzini è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi e al fantastico. Tra i fondatori della rivista L’Opera al Rosso, è membro del Coordinamento di Redazione de L’Indice dei libri e della redazione di Carmillaonline. Tra i numerosi saggi pubblicati: con Arianna Conti, Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (Castelvecchi 2005); con Angelica Tintori, The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo (Gargoyle Books 2008) e Peter & Chris. I Dioscuri della notte (Gargoyle Books 2010); oltre a saggi e articoli in antologie e riviste di vario genere. È animatore della Libera Università dell’Immaginario, con cui tiene da anni corsi monografici. Per Odoya ha già pubblicato: Victoriana. Maschere e miti, demoni e dèi del mondo vittoriano (2016) e, per la stessa collana, L'importanza di essere Lucio. Eros, magia & mistero ne L’asino d’oro di Apuleio, L’odissea di Encolpio. Sesso, licantropi & labirinti nel Satyricon di Petronio, Fuoco e carne di Prometeo. Incubi, galvanisti e Paradisi perduti nel Frankenstein di Mary Shelley (2017) e Edgar Allan Poe – Volume 1. La camera pentagonale. Bram Stoker / Valdimar Ásmundsson "I poteri delle tenebre" Dracula, il manoscritto ritrovato Carbonio Editore www.carbonioeditore.it Nel 1900 lo scrittore islandese Valdimar Ásmundsson tradusse Dracula, il celebre capolavoro gotico del 1897 di Bram Stoker. Lo pubblicò in Islanda lo stesso anno con una prefazione di Stoker, sul giornale da lui fondato e diretto, «Fjallkonan». In realtà però il romanzo che gli islandesi leggevano non era il Dracula che conosciamo… Eppure nessuno si era mai accorto di nulla, fino a quando, più di un secolo dopo, il ricercatore olandese Hans de Roos ha fatto una scoperta sensazionale: Ásmundsson non si era limitato a tradurre Dracula, ma ne aveva scritta una versione del tutto diversa, rielaborando la trama e aggiungendo nuovi personaggi. Il risultato è un romanzo più breve, più erotico e forse persino più ricco di suspense dell’originale. Tanti sono i misteri che circondano il manoscritto: l’apparato critico a corredo dell’opera fornisce indizi interessanti su un enigma che metterà alla prova gli appassionati di questo classico della letteratura di tutti i tempi. Prefazione di Dacre Stoker, pronipote di Bram Stoker. Introduzione e note di Hans Corneel de Roos. Postfazione di John Edgar Browning. «Per più di un secolo, la barriera linguistica che ha diviso l’Islanda dal resto del mondo ha impedito agli amanti delle storie soprannaturali di godere dell’opera eccezionale che avete tra le mani: una versione alternativa del famoso ‘Dracula’ di Bram Stoker, tradotta in islandese da Valdimar Ásmundsson, uno dei più grandi talenti letterari dell’Isola di ghiaccio.» Hans de Roos Bram Stoker (1847-1912), irlandese, è l’autore di Dracula, il celebre romanzo gotico dal successo planetario, apparso nel 1897 e tradotto in più di 30 lingue. Valdimar Ásmundsson (1852-1902) è stato un traduttore e letterato islandese, fondatore e editore della rivista «Fjallkonan», dove pubblicò, a partire dai primi mesi del 1900, il ‘suo’ Dracula in islandese. Hans Corneel de Roos è un ricercatore indipendente di nazionalità olandese. Dal 2010 si dedica interamente alla ricerca su Dracula, con risultati sorprendenti. È autore di The Ultimate Dracula e di numerosi articoli, per i quali è stato premiato dalla Transylvanian Society of Dracula. www.powersofdarkness.com Se li chiamiamo “classici” un motivo ci sarà: letti a distanza anche di tanto tempo non solo mantengono freschezza, ma ci interpellano concretamente, offrono macchine per pensare e fantasia per costruire. Un libro che invita a riprendere in mano l'opera originale senza sostituirsi ad essa, come un amico che racconta una storia suscitando in noi il desiderio di rileggerla. Rileggere, oggi, significa mettersi in sintonia con un linguaggio mutato. Quale che sia il “classico”, non possiamo ignorare un orizzonte in cui letteratura, cinema, pittura, fumetti (e magari giochi di ruolo) stratificano suggestioni. Riprenderci i classici consapevoli di questo nuovo linguaggio, non per forzarli ma per meglio avvicinarli, rappresenta una misura di Libertà e Bellezza che nessuno potrà toglierci. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it

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