Angela Larotella "Biennale Democrazia"

Il posto delle parole
25 Mar 2019
 
Angela Larotella "Biennale Democrazia" www.biennaledemocrazia.it Viviamo in un mondo ad altissima visibilità, nel quale informazioni, immagini e dati in continua rielaborazione sono diventati il tessuto stesso delle nostre esistenze. Però quanti coni d’ombra si nascondono in questo panorama di luci? Come mutano le relazioni umane e sociali - e con esse come cambia la politica - nell’epoca dell’esibizione, della celebrità, della fiction, della realtà che si è fatta reality? Come fronteggiare vecchi e nuovi poteri invisibili coperti dal velo della segretezza? Come uscire dalla posizione di semplici spettatori di fronte alla crisi della democrazia, ogni giorno più profonda? Guardare non basta: perché dietro ogni luce c’è un’ombra, a ogni struttura visibile rispondono meccanismi invisibili. Affinché le società democratiche possano recuperare prospettive di futuro occorrono strumenti per comprendere e nuovi obiettivi da perseguire. Per queste ragioni Biennale Democrazia torna con un’edizione intitolata VISIBILE INVISIBILE: per individuare le distorsioni del nostro tempo, comprenderle e cercare di superarle. Da mercoledì 27 a domenica 31 marzo 2019 Torino ospiterà 251 relatori da tutto il mondo e ognuno di loro contribuirà a questa riflessione collettiva, declinata in 36 dialoghi, 22 discorsi, 17 dibattiti e tante altre forme; trattando temi che vanno dalla politica all’arte, dalla filosofia al diritto, dall’economia all’architettura, dalla scienza allo sport, per un totale di 133 incontri. In questa edizione più che mai, Biennale Democrazia ha voluto coinvolgere il territorio, aprendosi a nuovi spazi e collaborazioni, e costruendo un approccio transdisciplinare: per capire il mondo contemporaneo il dibattito deve necessariamente attraversare le discipline, scovarne le intersezioni, sfruttarne la complessità e valorizzarne le diversità. Nel quadro dei percorsi formativi “in presenza” di Biennale sono state coinvolte 90 classi (oltre 2300 studenti), allargando il progetto anche alla provincia di Cuneo; mentre per quanto riguarda il coinvolgimento a distanza, nel Campus allestito durante i giorni del festival saranno ospitati 130 ragazzi da tutta Italia. Confermate anche le call lanciate per promuovere un coinvolgimento attivo della cittadinanza, delle organizzazioni culturali e degli studenti universitari, con una particolare attenzione al quartiere Aurora, che quest’anno diventerà il secondo cuore pulsante della kermesse con il progetto speciale Welcome Aurora. (Vedi scheda dedicata) “Torino è lieta di proporre la sesta edizione di Biennale Democrazia – dichiara la Sindaca Chiara Appendino - Come già felicemente sperimentato in passato, la manifestazione saprà ancora una volta dimostrare quanto sentiti siano i temi della partecipazione democratica nelle sue molteplici declinazioni politiche, sociali, economiche e culturali. Il tema Visibile Invisibile è centrale per la nostra città, impegnata nel contrastare i fenomeni di marginalità sociale, favorendo l’uscita degli invisibili dall’ombra.” E afferma Gustavo Zagrebelsky, Presidente di Biennale Democrazia: “Biennale Democrazia compie dieci anni. In questo arco di tempo il mondo è cambiato profondamente e il tema scelto per questa sesta edizione ne è un evidente riflesso. Crediamo di essere finalmente approdati nel mondo-in-cui-tutto-è-visibile, ma questa cieca fiducia può essere ingannevole. Di fronte ai rischi di una società nella quale le esistenze sono sempre più trasparenti le une alle altre, ma sempre più distanti o chiuse in universi impermeabili, è importante un’opera di costante manutenzione dei legami invisibili che ci uniscono agli altri, per ricomporre alto e basso, uguali e diversi, centro e periferie.” L’immagine guida della VI edizione di Biennale Democrazia è The Vanishing Man di Paolo Ventura, concessa dall’autore con la collaborazione di CAMERA – Centro italiano per la Fotografia. “Ho fotografato storie di guerra, magia, abbandono - dichiara Ventura - e piano piano inconsapevolmente mi sono trovato a rifare quello che facevo da ragazzo in quel luogo, nascondendomi nei miei mondi immaginari e inventando storie. L’uomo che scompare è la rappresentazione della mia voglia di essere invisibile.” IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare www.ilpostodelleparole.it

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